Portfolio   2010 Alessandro Procaccioli. All Rights Reserved Come sarebbe stato il passato se il futuro fosse accaduto prima, tre pannelli, collage e tecnica mista su intonaco, misure variabili, 2015 I testi presenti nel sito sono di Katia Cappellini Tre frammenti compongono l’immagine di un ricordo, di un pensiero astratto, labile, immagine che non può prescindere dal vuoto della superficie: singhiozzi di una narrazione che lascia affiorare le testimonianze di un passato dissolto. Un dirigibile, una maschera antigas, una lettera richiamano l’ambientazione di un genere, lo Steampunk, ma solo per marcarne le differenze. Mentre lì l’elemento contemporaneo è il mezzo tecnolologico introdotto, qua l’elemento contemporaneo è l’essere umano, l’uomo oggi che guarda e recupera un ricordo appunto, che è sempre recupero parziale. Proprio come le strisce che compaiono sul fondo bianco, tracce di qualcosa che è stato e non è più, carta da parati logarata dal tempo. La creazione, o meglio il processo di ri-creazione della stria sta unicamente nell’occhio di chi guarda, vale a dire del testimone. E come un ricordo ne porta con sé un altro, ecco che nel pannello blu le strie non più emergono, ma affiorano solo all’occhio dell’osservatore che vuole vederle, perché deve cercarle in un gioco di volumi. Tracciano le righe storie che non esistono, o meglio non esistono più e che pretendono di tornare in figure che non ci sono realmente, abitano la mente dell’osservatore. La superficie diventa la bacheca dei ricordi che chiedono di rivivere, uno schermo dove le immagini possono apparire e scomparire al contempo, rincorrersi e interrompersi negli interstizi che le separano e richiamano. Il colore affiora per poi perdersi nel proprio cromatismo, oppure in un biancore che nasconde ombre: è mimare il percorso di un pensiero che rincorre se stesso per esistere ancora.