Portfolio   2010 Alessandro Procaccioli. All Rights Reserved 9F000F, grafite e acrilico su intonaco, misure variabili, 2016   I testi presenti nel sito sono di Katia Cappellini L’opera evoca un passo de “I giganti della montagna” di Pirandello. La vicenda è quella di una compagnia di attori che giunge nelle sue peregrinazioni in un tempo e un luogo indeterminati: al limite, fra la favola e la realtà, alla Villa detta “la Scalogna”. La villa rossastra è descritta da Pirandello come un edificio ai margini della società, che porta in sé gli evidenti segni del tempo. Uno dei due pannelli offre allo spettatore una porzione di questa villa, portata al di fuori dello spazio e del tempo. Sull’altro pannello è presente il mezzo con il quale i teatranti, chiamati all’appuntamento con il loro doppio, arrivano alla Villa della Scalogna. Un carretto pieno di paglia, colto però dopo l’abbandono da parte dei personaggi. Si ripropone il movimento interno al testo, giocato su un finale sospeso tra il senso e l’impossibilità della sua rappresentazione. Parimenti gli oggetti sono oltre il tempo, oltre lo spazio, mossi tra ciò che possono sembrare e l’assenza di definizione.